“Se ti sedessi su una nuvola non vedresti la linea di confine tra una nazione e l’altra, né la linea di divisione tra una fattoria e l’altra. Peccato che tu non possa sedere su una nuvola.” Khalil Gibran

Il 9 novembre si festeggia l’anniversario della caduta del muro di Berlino e, anche se qui a radio Geronimo cerchiamo di rimanere lontani dalla politica, riteniamo che di certi eventi storici si debba comunque parlare, anche senza fornire una opinione ma solo ricordandoli.
Il muro di Berlino fu costruito con l’intento di separare la germania est dalla germania ovest ovvero dividere le due repubbliche presenti, quella federale e quella democratica. Si estendeva per più di 140 km, era rinforzato con filo spinato e chiodi e controllato da soldati e cani da guardia.
La divisione dello stato in due parti durò 28 anni. Durante questo periodo, morirono circa 133 persone mentre cercavano di scavalcarlo, anche se a conti fatti i morti furono di più considerando anche le persone catturate successivamente. I tentativi di fuga che invece ebbero successo furono più di 5000.
Solo nel 1989 il governo tedesco permise di poter superare il muro, atto che portò alla riunificazione tedesca che avvenne in modo ufficiale dopo un anno.
Oggi non è rimasto molto del muro, del quale sono stati mantenuti solo sei punti come monumento per ricordare.
Altre parti del muro ancora intatte sono state o ricoperte di graffiti o vendute all’asta.
Il Muro di Berlino ebbe ovviamente un forte impatto emotivo, sociale e culturale, non solo sui cittadini di Berlino o della Germania, ma anche nel resto del mondo. Al momento della sua costruzione il muro separò famiglie e amicizie, lasciando tutta la città, dopo l’incredulità iniziale, nello sconforto, nella disperazione e nella rabbia.
Troviamo moltissime testimonianze di questo periodo storico, in fotografie, nella letteratura e nelle canzoni.
Parlando proprio di queste ultime, dato che questo rimane un blog musicale, uno dei simboli di quel periodo è stata “Wind of change” scritta proprio da una band tedesca famosissima ovvero gli Scorpions.
Nel testo troviamo dei palesi riferimenti alla questione del muro di Berlino.
Una delle frasi che mi hanno colpito di più è “soldiers passing by
listening to the wind of change, the world is closing in and did you ever think that we could be so close, like brothers, the future’s in the air i can feel it everywhere, blowing with the wind of change”.
Ho voluto riportare questo frammento poichè al suo interno troviamo un messaggio di speranza, di fraternità e di positività e non c’è spazio per il rancore che secondo me è il modo più giusto anche se quello più difficile, di vedere le cose.

Questa settimana a Berlino verranno festeggiati i 30 anni dalla caduta del muro e per l’occasione ci saranno vari artisti e sono già state preparate delle installazioni che decoreranno parte della città. Si potranno ammirare delle proiezioni in 3d e in più si potranno ascoltare vari interventi di attivisti pacifisti.
Alla manifestazione saranno presenti anche il sindaco di Berlino e la cancelliera Angela Merkel.
Ovviamente è una bella iniziativa ma è bene sottolineare che non importa essere a Berlino per sentirsi partecipi a essa. Quello che intendo è che la caduta del muro ha rappresento un traguardo importante non solo per i tedeschi ma per tutti noi e che infatti ogni forma di progresso ideologico che si avvicina a ideali di uguaglianza è una cosa positiva per tutti quindi seppur con il pensiero e da lontano festeggiamo, sulle note di quella canzone manifesto che ci conferma una volta ancora che la musica ha il potere di distruggere barriere e creare ponti tra la gente.

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