“Un grande filosofo indiano Scrisse < Nel mare della vita I fortunati Vanno in crociera Gli altri nuotano Qualcuno annega> “ Domenico Modugno

La musica, come sostengo spesso, non ha davvero limiti e questo, curiosamente,non vale solo per noi. Infatti essa non riesce solo a superare barriere linguistiche, culturali o temporali ma arriva anche a specie diverse da quella umana. Si esatto,state pensando la cosa giusta ovvero che anche i nostri amici animali possono percepire la musica e il suono!
Ci sono vari studi che lo provano come ad esempio uno condotto sui gatti che dice che anche loro possono “sentire” una canzone solo però se questa è adatta alla loro capacità sensoriale.
Che vuol dire, una persona si potrebbe chiedere, beh in pratica ogni tipo di animale ha una “altezza” diversa con cui riproduce un suono e quindi una sensibilità uditiva differente: i gatti per l’appunto emettono versi più acuti della nostra voce, mentre i topi in confronto a loro e noi sono un po’ più “sordi” per dirla in modo semplicistico e quindi non tutta la musica può essere recepita nello stesso modo da gatti, topi e umani.
Esiste proprio una disciplina che si occupa di questo argomento e si chiama biomusicologia e il suo obbiettivo è esattamente quello di trovare similitudini e differenze tra la nostra specie e quella animale davanti a una reazione a un suono o a una canzone.
Un concetto importante da comprendere è che la musica per gli animali non è proprio intesa nella maniera in cui lo è per noi. Essi infatti non riconoscono i generi o gli artisti ovviamente ma in loro essa crea degli “stimoli” che comunque servono a fargli individuare delle differenze tra ciò che possiamo fargli ascoltare.
Un altro aspetto interessante è l’impatto emotivo o psicologico che la musica può scatenare. Uno studio ha stabilito che se noi siamo in grado di riconoscere se una persona ha la voce calma, arrabbiata o raffreddata, un animale come ad esempio il macaco riesce a capire quando un suo compagno produce un suono di pericolo o eccitazione, in più reagisce anche a seconda se una canzone è più lenta o più “aggressiva”.
Altri studi dimostrano ancora che come noi possediamo il senso del ritmo, alcuni animali hanno delle abilità canore innate come ad esempio molte varietà di uccelli.
Ma a cosa è dovuta la scelta di questo argomento per il nuovo articolo del blog? Ebbene qui a Radio Geronimo esiste una trasmissione che ha come protagonisti per l’appunto gli animali: è “Love pet therapy” condotta da Natascya Mugnai e Filippo Federighi e la potete ascoltare ogni sabato dalle 15 alle 16. Sono stata a trovare anche loro un paio di settimane fa e ho avuto modo di conoscere il progetto di due persone splendide , Giada e Fabrizio, i quali, oltre a possedere un ottimo gusto in fatto di musica (e non lo dico perché simile al mio ahah)hanno aperto una piscina di riabilitazione per cani feriti. Il suo nome non può che essere più chiaro, “Swimming dogs” e si trova in via pisana, a ponte a Greve per chiunque avesse necessità di aiutare il proprio fedele amico!
Anche adesso, come nello scorso articolo, mi trovo a dover ammettere di non saperne molto di più sull’argomento ma ricordo con piacere di un periodo in cui avevo un pappagallino e tutte le volte che ascoltavo musica lui si muoveva sempre rispetto a quando c’era silenzio in cui restava fermo. Fateci caso anche voi, magari quando pulite casa e mettete un sottofondo musicale quando vi parte la suoneria del telefono se succede anche ai vostri “coinquilini” 🙂

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