Oh brahoni costi’, icche vu fate? Un siate bischeri, leggete questo articolo!

Radio Geronimo è una web radio che ha sede a Campi Bisenzio, provincia di Firenze, nella piana fiorentina. Ci tengo a specificarlo poiché il tema di oggi è proprio incentrato su una nostra caratteristica ovvero il modo di parlare, il vernacolo. Noi toscani si sa, siamo gente che scherza su tutto, che non si prende sul serio, che tende a risultare anche un pò “caciarona” ma questo è il nostro bello, e incredibile ma vero, non solo siamo pieni di espressioni particolari che usiamo nella quotidianità ma con esse ci abbiamo fatto anche un genere teatrale, appunto, la commedia in vernacolo fiorentino.
Io personalmente sono molto orgogliosa del nostro modo di esprimerci e mi diverto sempre a utilizzare alcuni tipici modi di dire, specie con chi non li conosce anche perché spesso le persone reagiscono ridendo e domandandomi il significato e alcuni mi dicono che sembro una persona anziana quando faccio così.
Ma comunque senza perderci in inutili “ciane”, ritorniamo a parlare di teatro; qui alla radio è venuta a trovarci una compagnia che ci ha parlato di una serie di spettacoli da loro portati in scena.
La compagnia in questione è la Compagnia teatrale di Santo Stefano, attiva dagli anni 70 con sede in piazza Giacomo Matteotti a Campi e hanno un vasto calendario di spettacoli. Uno degli spettacoli in programma si terrà proprio il 31 dicembre, con tanto di buffet, brindisi e successivo varietà che comprenderà anche canzonette e danze e vi consigliamo di partecipare se avete il desiderio di divertirvi e fare una cosa diversa dal solito.
Io ho collezionato moltissimi momenti in cui parlavo con i miei nonni in vernacolo oppure attimi a scuola in cui ognuno di noi studenti, provenendo da zone diverse di Firenze, si prendeva gioco degli altri cercando di far primeggiare la parlata del suo quartiere sulle altre. Oppure sui vari social è pieno di pagine che cercando di diffondere il nostro verbo a giro per la rete. Il tutto in maniera assolutamente ironica ovviamente.
Anche in altri mezzi di comunicazione troviamo esempi di toscani che sono riusciti a emergere facendo del vernacolo e del modo di porsi locale, il proprio punto di forza, basta pensare ai vari film di Leonardo Pieraccioni o più nel piccolo alle canzoni del pratese Blebla o ancora a tutte le produzioni video che vengono caricate in rete da vari influencer come Jonathan Canini, il quale tra l’altro ha un suo spettacolo teatrale chiamato “Cappuccetto rozzo” che è una reinterpretazione della nota favola ma in chiave appunto toscana. Insomma di esempi ce ne potrebbero essere moltissimi altri ma se proprio uno di voi è appassionato di folklore, la cosa migliore che può fare è uscire di casa per sentire qualche vecchietto di paese che “ragiona” con i suoi compaesani oppure qualche nonna che richiama l’attenzione dei propri nipotini minacciandoli con una “granata” in mano. E se avete fortuna potrete pure imbattervi in qualche “grullo” del paese che vi intratterrà senza tanti complimenti con una delle sue storie sempre uguali dai tempi della guerra.

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