“Tanto Mario riapre, prima o poi…” Luciano Ligabue

Sono circa un paio di mesi che non pubblico nessun articolo. Questo non significa che non ho scritto nulla ma la maggior parte dei contenuti non li ho condivisi da nessuna parte. Perchè no? e perchè adesso si?

Per rispondere a queste domande bisogna fare una premessa di non poco conto. Anzi forse non solo una.

Iniziamo con il dire che ho affrontato un periodo un po’ negativo a livello familiare e personale seguito da un paio di trasferimenti temporanei. Il tutto accompagnato dalla sessione invernale di esami all’università. Quindi si può dire che è stato un periodo intenso dove ho dovuto scegliere dove proiettare le mie energie.

Successivamente, come tutti sappiamo, la mia vita come quella di tutti voi è stata travolta (e stravolta) inaspettatamente dal fenomeno del “corona virus”. Non è necessario spiegare cosa è e cosa ha comportato ma in breve, la maggior parte delle persone ha smesso di lavorare, le scuole sono chiuse, proprio come i locali, i bar e i ristoranti, le discoteche e persino i parchi, gli eventi a teatro e i concerti sono stati o rimandati o cancellati e nei supermercati e per le strade sembra di assistere a delle scene di un film apocalittico, con le persone che camminano coperte da mascherine e lontane le une dalle altre.

Ma la cosa sconcertante non è solo questo o la serie di provvedimenti presi, come l’aumento delle vigilanza da parte dei carabinieri o l’uso di droni per controllare il territorio (si, lettori del futuro, è tutto vero) ma la presa di coscienza che tantissime persone sono morte per questo virus.

Questo articolo però non vuole essere un reportage di quello che sta accadendo, perchè non serve, basta aprire un social o accendere la tv o la stessa radio per sapere tutto quello che si vuole.

Ma allora perchè sto scrivendo? Beh la scrittura ha da sempre il potere di dare un senso a ciò che si pensa, perche trasforma le idee in lettere, caratteri e simboli che possono essere utilizzati per cercare un ordine e un equilibrio dove non ci sono.

Sono settimane che il mondo dei media è colmo, saturo di pensieri, informazioni e battute delle persone. Non dico che sia sbagliato (anche perchè sarebbe incredibilmente ipocrita da parte mia ahah) però è come se la mia mente si fosse anestetizzata. Non sapevo che dire e che pensare, non volevo leggere o ascoltare nessun tipo di notizia nuova e non volevo accettare questa situazione. E tra l’altro non so perchè uso il passato perche anche adesso in parte è cosi. Mi sembra tutto cosi surreale e ingiusto.

Il tempo scorre come sempre ma noi lo percepiamo in modo del tutto diverso. Si va a dormire tardi e ci si sveglia tardi. Non si ha una routine e ci si chiama e scrive con le nostre persone care a qualsiasi ora perche non ci si può vedere.

Come si affronta tutto questo? come possiamo aiutarci e sostenerci da lontano?

Non so se ho una risposta soddisfacente. Potrei scrivere le classiche cose che tutti già facciamo come cucinare, allenarsi, leggere, scrivere, guardare film, pulire casa e curare piante e giardino per chi li ha. Oppure per chi è solo riscoprire se stesso mentre per chi è in famiglia riscoprire il rapporto con essa. O ancora imparare attività nuove nei limiti del possibile.

Si ma poi? cioè per quanto tempo uno può stare cosi? e poi che vita è questa, specialemente per un giovane? per un giovane non ci dovrebbero essere limiti, tutto dovrebbe essere cosi intenso e non cosi spento e schematico…

Ma no, per come la vedo io, si può fare. Una volta ho letto una frase che mi ha colpito molto e l’ho letta in momento molto buio per me quindi penso possa valere anche adesso. La frase diceva “se lo stai vivendo è perchè puoi affrontarlo”

Così, semplice, senza tanti paroloni. Ma per me è stato un grandissimo insegnamento che voglio condividere con chiunque leggerà questo articolo.

Non so se esiste un senso alle cose brutte che ci capitano, ci sono persone che tentano di darglielo affidandosi alla religione altri che non non riescono…ma il punto che ci accomuna tutti è che siamo in grado di superare quasiasi tipo di crisi, sociale, politica, ambientale e economica e la storia ce lo dimostra.

E non solo la storia umana ma quella personale di ognuno di noi. Tutti abbiamo avuto a che fare con avvenimenti che li per li nel mezzo della bufera credevamo irrisolvibili ma che poi non è stato cosi ma che anzi hanno contribuito al nostro miglioramento e accrescimento.

Lo stesso vale per questo momento, io ne sono convinta e lo so che non per tutti è semplice pensarlo, penso alle persone che soffrono di disturbi come la depressione…

ma questa non è che una prova, uno stato temporaneo, un’occasione per “addomesticarci” (per citare il piccolo principe) e per renderci maggiormente forti e consapevoli di quanto sia prezioso il nostro tempo qui.

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